left Back

Indagare e ripensare il moderno

Borca di Cadore (BL), 2020 - 2024

Cellula 230
Ex Villaggio ENI ora Corte delle Dolomiti
Borca di Cadore (BL)

Il progetto di riqualificazione del modulo 230 inizia nel corso del 2019, incontra una sosta forzata durante la pandemia Covid 19 e si conclude durante l’estate del 2020. A Settembre dello stesso anno iniziano i lavori per concludersi circa un anno dopo a seguito di un lento processo di comprensione del progetto, dei materiali, delle metodologie per ogni singolo intervento. Il cantiere, come in ogni lavoro di riqualificazione, diventa il vero momento del confronto, della verifica e del ragionamento sul progetto in quanto proprio in questa fase si affinano le scelte tecniche derivate dalle condizioni dell’esistente. Questa fase ci ha permesso di comprendere meglio la tecnica costruttiva ideata da Gellner, tecnica derivata dall’architettura anonima vernacolare da lui attentamente studiata ed approfondita e messa in atto in questo progetto dove le circostanze storiche e sociali lo portarono ad esprimere una vera architettura di sintesi. La buona riuscita di questo lavoro di riqualificazione nasce da due fattori precisi: l’esperienza sul campo che ha permesso di maturare le giuste scelte tecniche; il fatto che i committenti, prima della riqualificazione, avessero scelto di abitare già la casa e quindi di comprendere meglio quali fossero gli elementi di miglioramento del comfort su cui lavorare per ottenere un miglioramento adeguato al futuro uso del modulo. Dal punto di vista distributivo non ci sono state particolari modifiche se non quella di migliorare l’ambito di accesso alla casa. La montagna infatti impone un rito di “svestizione” al rientro sia per le attività estive che per quelle invernali. L’ambiente ingresso quindi viene studiato in ogni dettaglio per andare ad ospitare, tramite un sistema di ambiti d’arredo tutte quelle attrezzature ed abiti tecnici che rimangono in questo luogo di filtro. Gli interventi maggiormente impegnativi sono stati quelli necessari a migliorare l’efficienza energetica del modulo e quelli riguardanti la messa a norma degli impianti meccanico ed elettrico. Non è stato semplice in quanto il pacchetto del solaio fra piano terra e seminterrato non aveva sufficiente spazio per implementare i sottoservizi. Abbiamo quindi optato di utilizzare lo spazio libero nell’intercapedine sottostante tra casa e terreno per far correre scarichi e condotte del sistema di riscaldamento (opportunamente isolate), mentre per la parte elettrica abbiamo sfruttato, dove possibile, una sottile controparte introdotta ad isolare in maniera più efficace la casa dall’esterno. Alcuni interventi hanno anche previsto il parziale smontaggio e successivo rimontaggio del controsoffitto originario a doghe in legno di cirmolo. La ricerca di tutti i nuovi materiali di rivestimento (pareti e pavimenti) si è sviluppata partendo dai colori presenti in questo modulo e da una ricerca sviluppata in altri ambiti del villaggio in modo che nulla fosse dissonante e comunque “fuori registro”. Le regole cromatiche e costruttive, sia degli immobili che degli arredi, utilizzate da Gellner furono ben precise, quindi la nostra volontà è stata quella di depurare la casa da quanto aggiunto nel tempo ed aggiungere oggetti declinati secondo le regole dell’epoca. Solo pochi elementi innovativi hanno trovato luogo: le prese elettriche, gli accessori dei bagni, alcuni dettagli decorativi di nuovi arredi. Comunque seguendo regole di riferimento ai materiali originari oppure alle loro geometrie decorative o costruttive. Particolare attenzione abbiamo dedicato al tema dei serramenti che sono stati realizzati su misura e con un disegno e con le partizioni identiche alle esistenti. Si tratta di serramenti adeguati alle attuali richieste energetiche ma con sezioni di profilo e con tinte del tutto identiche a quelli originari dell’epoca. I materiali dei prospetti esterni sono stati trattati con l’applicazione di sostanze protettive, dopo un’accurata pulitura: le doghe verticali di rivestimento in legno, i parapetti in legno e metallo; i setti in calcestruzzo, le parti metalliche (maniglie, chioderie, scossaline, travi IPE).

Team: Arch. Giuseppe Cangialosi, Arch. Michela Vanin

Fotografo: Gianpaolo Arena

Scopri gli altri temi

plus
plus-white

Riqualificare siti produttivi

plus-white

Indagare e ripensare il moderno